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THE THIRD DAY: recensione

Non vedevamo Jude Law protagonista di una serie dai tempi di “The Young Pope” di Paolo Sorrentino. Lì aveva dato prova di essere carismatico ma anche ambiguo, in un personaggio a tutto tondo con profonde ombre sulle spalle.

Bene, accantonato (per ora), quel progetto, Law ritorna sullo schermo, su HBO ( e qui in italia su Now Tv) in The Third Day, coprodotta dal canale cable statunitense e, appunto, Sky.

Qui, l’attore passa da un personaggio totalmente differente, che fa dello spaesamento, della ricerca della verità la propria chiave di lettura.

La trama raccontata in poche parole: Sam (Jude Law) sta per fare una specie di pellegrinaggio in un bosco dove ha subito un importante lutto (le informazioni ci vengo date con il contagocce), per poi progettare di tornare a casa dalla moglie, con la quale ha in ballo una questione della massima importanza che riguarda il lavoro, la loro casa, e un’ingente somma di denaro.

Caso vuole, però, che Sam si imbatta in una ragazza con qualche problema che ha assolutamente bisogno di essere riportata a casa (non spoilero volutamente), cosa che il buon Sam non può impedirsi di fare.

La giovane vive su un’isoletta con solo 93 abitanti, collegata alla terraferma da una strada che per metà giornata viene coperta dalla marea.

Sam prova a riportare la ragazza a casa per poi andarsene, ma una serie di vicissitudini lo costringe a rimanere lì, in un luogo in cui il cellulare non prende, i suoi problemi personali sono sempre più pressanti, e in cui la gente del luogo sembra avere più di una cosa da nascondere.

La serie è creata e realizzata da Felix Barrett, noto soprattuto come autore e produttore teatrale, prima volta in territorio seriale.

Sembra presentarsi come un classico mistery in cui in una strana cittadina succedono cose assurde e in cui i cittadini non la raccontano giusta, ma il lato originale è la messa in scena, il modo in cui i fatti vengono raccontati.

Nel caso di The Third Day, la messa in scena è molto ricercata, appunto: parte da una fotografia molto carica, lattiginosa e contrastata, che suggerisce fin da subito un’atmosfera quasi onirica, ben poco realistica, in cui tutto può succedere.

E’ il punto di vista di Sam che ci conduce per mano in un posto di cui vogliamo sapere di più, ma da cui allo stesso tempo vorremmo fuggire.

Tutto poggia su Jude Law, protagonista assoluto di questo primo episodio. Dal suo volto passano tutte le emozioni della puntata, in buona parte legate allo stress, all’ansia, alla paura, ma soprattutto allo spaesamento.

Sam arriva in un posto che non conosce, pieno di gente strana, con un suo carico di problemi che è obbligato a mettere in stand by.

La sua estraneità, il suo essere “straniero”, è simboleggiato dagli sguardi e della bizzarre parole che gli vengono rivolte, ma anche da precisi accorgimenti registici che, per esempio, per quasi tre quarti di pilot gli fanno osservare soprattutto da lontano gli abitanti del paesello, come se ci volesse fisicamente del tempo per immergerlo in una realtà che, complice un Festival di musica locale in allestimento, profuma di antiche divinità, di stregoneria, di misticismo.

Onestamente è impossibile capire che direzione potrebbe prendere il racconto: banalizzarsi in un horror-mistery oppure prendere pieghe in cui ci si affida al talento e carisma di Law e all’ambientazione dal fascino precario, freddo, disturbante.

Distributore Now Tv (abbonamento) 
Anno 2020
Formato miniserie TV
Genere drammatico, thriller
Numero episodi 6
Durata episodi 60 min 
Ideatore Dahvi
(Visited 23 times, 1 visits today)

The Third Day

7.7

REGIA

8.0/10

CAST

8.0/10

DIREZIONE ARTISTICA

7.0/10

Pro

  • Perché Jude Law da prove attoriali molto buono e la messa in scena è ansiogena al punto giusto

Contro

  • Potrebbe ridursi nel solito horror-mistery che sa di già visto
Giovanni Borruto

Giovanni Borruto

Di Reggio Calabria ma romano di adozione. Trentenne o poco più. Con mille passioni ma una e una sola che occupa il 70% del mio tempo. Le serie televisive sono un'ossessione: in pochi anni sono passato da quattro-cinque serie a circa ottanta serie durante l'anno, forse...vabbè chi le conta più ormai! :-)