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Super Nintendo Entertainment System: la storia dello SNES

Alcuni di voi ricorderanno sicuramente come negli anni ’90 il numero di videogiochi in commercio aumentava in modo spaventoso.

Un decennio che ha permesso ai gamer di vivere diverse rivoluzioni grafiche e a cui ripensare si apre un mondo, quello dei ricordi più cari, intimi, di un tempo passato che purtroppo non tornerà, ma dove ci piacerebbe rituffarci senza pensarci su due volte, per riprovare certe emozioni, rivivere certi momenti e continuare a coltivare alcuni di quei sogni poi spariti con la maggiore età.

Come dimenticarsi della storica console casalinga che ha rivoluzionato completamente il mondo dei videogiochi, il Super Nintendo Entertainment System, meglio noto come SNES?

Il Super Nintendo Entertainment era una console per videogiochi a 16 bit prodotta dalla Nintendo tra il 1990 e il 2003 ed era innegabile che questa console per tanti sia stata molto di più che una semplice piattaforma di gioco.

Alcuni di voi ricorderanno sicuramente come negli anni ’90 il numero di videogiochi in commercio aumentava in modo spaventoso.

Un decennio che ha permesso ai gamer di vivere diverse rivoluzioni grafiche e a cui ripensare si apre un mondo, quello dei ricordi più cari, intimi, di un tempo passato che purtroppo non tornerà, ma dove ci piacerebbe rituffarci senza pensarci su due volte, per riprovare certe emozioni, rivivere certi momenti e continuare a coltivare alcuni di quei sogni poi spariti con la maggiore età.

Come dimenticarsi della storica console casalinga che ha rivoluzionato completamente il mondo dei videogiochi, il Super Nintendo Entertainment System, meglio noto come SNES?

Il Super Nintendo Entertainment era una console per videogiochi a 16 bit prodotta dalla Nintendo tra il 1990 e il 2003 ed era innegabile che questa console per tanti sia stata molto di più che una semplice piattaforma di gioco.

Sul finire degli anni ’80, in un’epoca di grande fermento per il mondo dell’informatica, la Nintendo dominava il mercato dell’intrattenimento elettronico casalingo grazie alla sua console a 8-bit, ossia il Famicon (NES).

In questo contesto non c’era ovviamente spazio per potenziali rivali della Nintendo, come la SEGA e NEC, per esempio, interessate ad assicurarsi una fetta consistente del mercato, consce dell’impossibilità di poter rivaleggiare alla pari con la società di Kyoto, decisero di guardare oltre, concentrandosi sulla produzione di una nuova generazione di macchine più potenti, in grado di proporre al pubblico grafica e sonoro superiori rispetto a della piattaforma Nintendo.

Così nel 1987 NEC, con la collaborazione di Hudson Soft, lanciò sul mercato asiatico il suo PC Engine, il cui cuore pulsante era in realtà un processore a 8-bit, seguita l’anno dopo da SEGA col suo Mega Drive, console basata su un’architettura a 16-bit.

Visto l’avanzata nelle vendite del Sega Mega Drive, la Nintendo decise di passare all’azione e incaricò Masayuki Uemura, il designer del primo Famicom, di progettare un nuovo sistema, questa volta a 16-bit. Uemura si mise subito all’opera e iniziò a sviluppare delle idee: nella sua mente la nuova console avrebbe dovuto spingersi ancora più in là della precedente, non solo dal punto di vista della potenza.

Sarebbe stata la prima ad aprire le porte al concetto di interazione tra chip interni ed esterni, ci sarebbe stata la retrocompatibilità con i giochi del NES (prima console casalinga prodotta dalla Nintendo), e avrebbe avuto un processore audio in grado di garantire una grande qualità sonora. E così, nel 1990, arrivò il Super Nintendo .

Alcuni di voi ricorderanno sicuramente come negli anni ’90 il numero di videogiochi in commercio aumentava in modo spaventoso.

Un decennio che ha permesso ai gamer di vivere diverse rivoluzioni grafiche e a cui ripensare si apre un mondo, quello dei ricordi più cari, intimi, di un tempo passato che purtroppo non tornerà, ma dove ci piacerebbe rituffarci senza pensarci su due volte, per riprovare certe emozioni, rivivere certi momenti e continuare a coltivare alcuni di quei sogni poi spariti con la maggiore età.

Come dimenticarsi della storica console casalinga che ha rivoluzionato completamente il mondo dei videogiochi, il Super Nintendo Entertainment System, meglio noto come SNES?

Il Super Nintendo Entertainment era una console per videogiochi a 16 bit prodotta dalla Nintendo tra il 1990 e il 2003 ed era innegabile che questa console per tanti sia stata molto di più che una semplice piattaforma di gioco.

Sul finire degli anni ’80, in un’epoca di grande fermento per il mondo dell’informatica, la Nintendo dominava il mercato dell’intrattenimento elettronico casalingo grazie alla sua console a 8-bit, ossia il Famicon (NES).

In questo contesto non c’era ovviamente spazio per potenziali rivali della Nintendo, come laSEGA e NEC, per esempio, interessate ad assicurarsi una fetta consistente del mercato, consce dell’impossibilità di poter rivaleggiare alla pari con la società di Kyoto, decisero di guardare oltre, concentrandosi sulla produzione di una nuova generazione di macchine più potenti, in grado di proporre al pubblico grafica e sonoro superiori rispetto a della piattaforma Nintendo.

Così nel 1987 NEC, con la collaborazione di Hudson Soft, lanciò sul mercato asiatico il suo PC Engine, il cui cuore pulsante era in realtà un processore a 8-bit, seguita l’anno dopo da SEGAcol suo Mega Drive, console basata su un’architettura a 16-bit.

Visto l’avanzata nelle vendite del Sega Mega Drive, la Nintendo decise di passare all’azione e incaricò Masayuki Uemura, il designer del primo Famicom, di progettare un nuovo sistema, questa volta a 16-bit. Uemura si mise subito all’opera e iniziò a sviluppare delle idee: nella sua mente la nuova console avrebbe dovuto spingersi ancora più in là della precedente, non solo dal punto di vista della potenza.

Sarebbe stata la prima ad aprire le porte al concetto di interazione tra chip interni ed esterni, ci sarebbe stata la retrocompatibilità con i giochi del NES (prima console casalinga prodotta dalla Nintendo), e avrebbe avuto un processore audio in grado di garantire una grande qualità sonora. E così, nel 1990, arrivò il Super Nintendo .

Il DSP (Digital Signal Processor) incorporato nel Super Nintendo effettuava calcoli complicati sulle immagini del gioco in una frazione di secondo. È questo che rendeva possibile la ‘Mode 7’, una grafica che consentiva al giocatore di far roteare il personaggio intorno alla console (non tutti i giochi consentivano questa opzione, ma fu la prima console ad averla).

I controller vennero migliorati ulteriormente rispetto ai controller per NES, infatti oltre la comoda pulsantiera direzionale e ai due pulsanti azione, vennero inseriti anche due pulsanti extra che raddoppiavano la possibilità di controllo del gioco.

Come supporto di memoria, venivano usate delle cartucce elettroniche (come nella precedente NES o per la rivale Sega).

Le cartucce di gioco contenenti il chip Super FX ebbero un grande successo a livello mondiale, gli schermi dei gamer di tutto il mondo erano arricchiti da una grafica poligonale dai colori molto più accesi rispetto alle altre console, e la manualità veloce nell’uso del controller rendevano la console unica in tutto il mondo.  La console poté contare per anni su decine e decine di grandi giochi, comprese le migliori esclusive terze parti.

Una valanga di titoli di grande livello che si susseguirono anno dopo anno, a ritmo vertiginoso, facendo del Super Nintendo una macchina in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi tipo di videogiocatore. Alla fine del suo ciclo la console si è ritrovata ad avere una delle ludoteche più belle e complete della storia dei videogiochi.

L’aspetto del Super Nintendo negli USA viene presentata con un design più squadrato rispetto a quello della versione originale giapponese ed europea, nonché con i pulsanti dei gamepad realizzati in due sfumature di viola, anziché di quattro colori.

Lo SNES riuscì a dominare il mercato delle ludoteche fino al 1994, quando la presentazione da parte della Sony Interactive Entertainment sulla prima console a 32-bit portò la Nintendo a sospendere la vendita dei giochi del SNES e a sviluppare una console da 64-bit, e così nacque il Nintendo 64.

Alcuni di voi ricorderanno sicuramente come negli anni ’90 il numero di videogiochi in commercio aumentava in modo spaventoso.

Un decennio che ha permesso ai gamer di vivere diverse rivoluzioni grafiche e a cui ripensare si apre un mondo, quello dei ricordi più cari, intimi, di un tempo passato che purtroppo non tornerà, ma dove ci piacerebbe rituffarci senza pensarci su due volte, per riprovare certe emozioni, rivivere certi momenti e continuare a coltivare alcuni di quei sogni poi spariti con la maggiore età.

Come dimenticarsi della storica console casalinga che ha rivoluzionato completamente il mondo dei videogiochi, il Super Nintendo Entertainment System, meglio noto come SNES?

Il Super Nintendo Entertainment era una console per videogiochi a 16 bit prodotta dalla Nintendo tra il 1990 e il 2003 ed era innegabile che questa console per tanti sia stata molto di più che una semplice piattaforma di gioco.

Sul finire degli anni ’80, in un’epoca di grande fermento per il mondo dell’informatica, la Nintendo dominava il mercato dell’intrattenimento elettronico casalingo grazie alla sua console a 8-bit, ossia il Famicon (NES).

In questo contesto non c’era ovviamente spazio per potenziali rivali della Nintendo, come laSEGA e NEC, per esempio, interessate ad assicurarsi una fetta consistente del mercato, consce dell’impossibilità di poter rivaleggiare alla pari con la società di Kyoto, decisero di guardare oltre, concentrandosi sulla produzione di una nuova generazione di macchine più potenti, in grado di proporre al pubblico grafica e sonoro superiori rispetto a della piattaforma Nintendo.

Così nel 1987 NEC, con la collaborazione di Hudson Soft, lanciò sul mercato asiatico il suo PC Engine, il cui cuore pulsante era in realtà un processore a 8-bit, seguita l’anno dopo da SEGAcol suo Mega Drive, console basata su un’architettura a 16-bit.

Visto l’avanzata nelle vendite del Sega Mega Drive, la Nintendo decise di passare all’azione e incaricò Masayuki Uemura, il designer del primo Famicom, di progettare un nuovo sistema, questa volta a 16-bit. Uemura si mise subito all’opera e iniziò a sviluppare delle idee: nella sua mente la nuova console avrebbe dovuto spingersi ancora più in là della precedente, non solo dal punto di vista della potenza.

Sarebbe stata la prima ad aprire le porte al concetto di interazione tra chip interni ed esterni, ci sarebbe stata la retrocompatibilità con i giochi del NES (prima console casalinga prodotta dalla Nintendo), e avrebbe avuto un processore audio in grado di garantire una grande qualità sonora. E così, nel 1990, arrivò il Super Nintendo .

Il DSP (Digital Signal Processor) incorporato nel Super Nintendo effettuava calcoli complicati sulle immagini del gioco in una frazione di secondo. È questo che rendeva possibile la ‘Mode 7’, una grafica che consentiva al giocatore di far roteare il personaggio intorno alla console (non tutti i giochi consentivano questa opzione, ma fu la prima console ad averla).

I controller vennero migliorati ulteriormente rispetto ai controller per NES, infatti oltre la comoda pulsantiera direzionale e ai due pulsanti azione, vennero inseriti anche due pulsanti extra che raddoppiavano la possibilità di controllo del gioco.

Come supporto di memoria, venivano usate delle cartucce elettroniche (come nella precedente NES o per la rivale Sega).

Le cartucce di gioco contenenti il chip Super FX ebbero un grande successo a livello mondiale, gli schermi dei gamer di tutto il mondo erano arricchiti da una grafica poligonale dai colori molto più accesi rispetto alle altre console, e la manualità veloce nell’uso del controller rendevano la console unica in tutto il mondo.  La console poté contare per anni su decine e decine di grandi giochi, comprese le migliori esclusive terze parti.

Una valanga di titoli di grande livello che si susseguirono anno dopo anno, a ritmo vertiginoso, facendo del Super Nintendo una macchina in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi tipo di videogiocatore. Alla fine del suo ciclo la console si è ritrovata ad avere una delle ludoteche più belle e complete della storia dei videogiochi.

L’aspetto del Super Nintendo negli USA viene presentata con un design più squadrato rispetto a quello della versione originale giapponese ed europea, nonché con i pulsanti dei gamepad realizzati in due sfumature di viola, anziché di quattro colori.

Lo SNES riuscì a dominare il mercato delle ludoteche fino al 1994, quando la presentazione da parte della Sony Interactive Entertainment sulla prima console a 32-bit portò la Nintendo a sospendere la vendita dei giochi del SNES e a sviluppare una console da 64-bit, e così nacque il Nintendo 64.

Il Nintendo 64 era una console innovativa sia nella grafica che nella giocabilità e prevedeva nuovamente l’uso di cartucce. Nonostante la Nintendo riuscì a sviluppare una console interamente nuova, arrivò la prima PlayStation e la scelta di puntare tutto sui CD si rivelò vincente, anche grazie alla scelta di far supportare alla console la lettura di CD audio che quindi trasformavano la console in un impianto stereo.

Quindi pur vantando un livello tecnico e una capacità di calcolo decisamente superiore alla Playstation, le vendite della console non decollano. Ciò è dovuto al fatto che Sony si era già accaparrata le migliori esclusive. Ricordiamo però storici titoli del calibro di Donkey Kong 64, Super Mario 64, Mario Kart 64 e Zelda Ocarina of Time, che per sempre rimarranno nel cuore dei fortunati che li hanno giocati almeno una volta.

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Pasquale Rasoli

Pasquale Rasoli

Nato a Cosenza il 20 Giugno dell’85 e residente a Genova da 26 anni. Con i fumetti ho imparato a leggere. Tutto è cominciato da lì. Sfogliando i vecchi fumetti della collana Oscar Mondadori, dedicati a personaggi dei fumetti degli anni ’50 e ho cominciato ad appassionarmi sin da subito allo stile del compianto Mort Walker. Crescendo, la passione per i fumetti mi ha spinto a conoscere sempre piu’ generi. Avrò avuto circa dieci anni, quando ho sfogliato il mio primo fumetto su Plastic Man della DC Comics, Tex della Sergio Bonelli Editore e il manga Go Ga Sha-Le Storie di Go Nagai. Generi e stili completamente diversi che mi hanno appassionato nel corso degli anni, e che continuano ad appassionarmi. La passione, sopratutto per il genere supereroistico americano della DC Comics e per i manga, mi hanno portato a trasmettere le mie conoscenze tramite riviste, introduzioni di fumetti, social network e le varie piattaforme web.