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SEGA MEGA DRIVE: Una console che ha fatto storia

Negli anni novanta il progresso tecnologico e la vita moderna cambiano radicalmente la società e lo stile di vita. Cresce enormemente il potere dell’immagine, la moda diventa protagonista dei messaggi promozionali, la pubblicità sempre più mirata e sofisticata grazie all’ausilio di testimonial di successo a garanzia del prodotto.

Nello stesso tempo avviene il processo contrario rispetto a quanto accadeva negli anni ’80: se nel decennio scorso l’apparenza costituiva un valore fondamentale, negli anni ’90 prevale invece il culto dell’essere e dello stile personale.

La SEGA di quegli anni, parliamo di fine anni ’80 e inizio ’90, è un’azienda magica, coraggiosa, ambiziosa, innovativa.

La console Sega Mega Drive, infatti arriva da noi in Europa attorno all’inizio degli anni 90,ma l’uscita in Giappone era del 1988,

Il Mega Drive Nasceva come diretto rivale della Nintendo, visto che durante quel periodo storico non era ancora presente la Play Station, che vide la luce solo cinque anni dopo.

In quel periodo la casa produttrice di videogiochi Nintendo, grazie alla realizzazione della NES, ovvero la console che al momento veniva definita come la maggiormente potente, spadroneggiava sul mercato e proprio per questo motivo Sega decise di tentare l’assalto al mercato videoludico realizzando la sua prima console domestica, con lo scopo di rendere il monopolio Nintendo meno sicuro, rappresentando una valida alternativa alla scelta quasi obbligatoria rappresentata appunto dalla Nintendo.

La console di quarta generazione si presentava con un corpo piatto, maggiormente leggero rispetto a quello della Nintento, in quanto Sega puntava non solo sull’aspetto alternativo ma anche sulla semplicità di trasporto della stessa console.
Il sistema che veniva montato per giocare era rappresentato dalle cartucce, le quali avevano una dimensione totalmente differente: se quelle Nintendo avevano una dimensione contenuta che spiccava per altezza, quelle del Sega Mega Drive erano ristrette in altezza ma abbastanza larghe.
Malgrado la differenza di dimensione la potenza delle stesse e i dettagli grafici della lavorazione dei giochi erano abbastanza similari a quelli dei prodotti Nintendo.
Il controller, invece, ricorda quello della Play Station seppur si può attribuire a Sega l’originalità della forma: l’assenza degli analogici rappresenta l’unica differenza col futuro joypad della Sony, mentre la posizione dei tasti e la dimensione del controller ricordano parecchio il futuro prodotto di casa Sony.

Durante gli anni 90 il dominio del mercato dei video giochi era dominato dalla Nintendo, che continuava a essere la console maggiormente venduta e apprezzata da parte dei giocatori di tutto il mondo.
Il fallimento del Sega Master System sembrava aver segnato una sorta di svolta per questo settore ma, la voglia di Sega di riuscire a emergere e portare via una fetta di utenza alla Nintendo, che nel frattempo continuava a bearsi di quel successo, sembrava non essere affatto apprezzata da parte di questa casa produttrice.

Verso la fine del 1989 Sega, mediante conferenza stampa speciale, decise di annunciare la realizzazione di una nuova console domestica che avrebbe rivoluzionato il mercato e questo, agli occhi degli esperti ed appassionati di video giochi, attirò molto l’attenzione e fece accrescere ovviamente l’attesa per quella che veniva vista come console potenzialmente migliore del classico NES.

Sony decise di lanciare la sua console attorno al 1989-1990 dopo aver ottenuto un discreto successo sul suolo nipponico, seppur la Nintendo veniva sempre preferita da parte dei giocatori.
Per rendere maggiormente visibile la console furono stretti diversi accordi con alcune case che producevano videogiochi, come la EA, oggi nota per titoli come Fifa, ma il successo non riusci a essere tale come i produttori del Mega Drive si aspettavano.
Neanche la successiva uscita della seconda versione del Sega Mega Drive riuscii a porre rimedio a questa situazione, lasciando quindi al Nintendo il monopolio dei video giochi: quest’ennesimo fallimento, come venne definito dagli analisti di questo settore del mercato, fece arretrare parecchio la Sega, che decide di focalizzarsi nuovamente sulla produzione di videogiochi e non sulla realizzazione di console domestiche.

Questa console si poggiava su un processore Motorola 68000 a 7,67 MHz che permetteva di avere un ottimo risultato in termini di fluidità di gioco, grazie anche alla RAM da 64 kB, che però tendeva a rallentare specialmente durante le fasi maggiormente concitate di gioco.
Anche la scheda video, precisamente una Yamaha YM710 da 64 colori sembravano poter rendere questa console maggiormente potente rispetto a quella Nintendo ma la realizzazione di alcuni titoli poco curati e altri errori impedirono a questa console di rimanere a lungo sul mercato, al punto tale che nel 1998 la Sega Mega Drive, non riuscendo a competere con l’ormai nota Play Station, venne ritirata dal mercato e i giochi che vennero creati furono sempre meno.

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Pasquale Rasoli

Pasquale Rasoli

Nato a Cosenza il 20 Giugno dell’85 e residente a Genova da 26 anni. Con i fumetti ho imparato a leggere. Tutto è cominciato da lì. Sfogliando i vecchi fumetti della collana Oscar Mondadori, dedicati a personaggi dei fumetti degli anni ’50 e ho cominciato ad appassionarmi sin da subito allo stile del compianto Mort Walker. Crescendo, la passione per i fumetti mi ha spinto a conoscere sempre piu’ generi. Avrò avuto circa dieci anni, quando ho sfogliato il mio primo fumetto su Plastic Man della DC Comics, Tex della Sergio Bonelli Editore e il manga Go Ga Sha-Le Storie di Go Nagai. Generi e stili completamente diversi che mi hanno appassionato nel corso degli anni, e che continuano ad appassionarmi. La passione, sopratutto per il genere supereroistico americano della DC Comics e per i manga, mi hanno portato a trasmettere le mie conoscenze tramite riviste, introduzioni di fumetti, social network e le varie piattaforme web.