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Ricordi di un HABBO.IT lontano

Articolo nostalgico, con un’analisi verso un gioco o, per meglio dire, una piattaforma social che ha caratterizzato le mie medie ed inizio superiori.

Habbo.it è stato la mia vita per anni perché, nella sua semplicità, era capace di creare ambienti in cui divertirsi, vendicarsi dei bulli e avere una prima esperienza di role-play. 

Pixel / Crediti

Partiamo dalla valuta, da suddividere in due categorie: i pixel, che si guadagnavano loggando in game ogni giorno e completando i traguardi (da esporre sul profilo che compariva agli altri giocatori quando cliccavano sul tuo personaggio per far vedere who’s king); i crediti, acquistati con i real cash o guadagnati facendo parte della community (entrando in clublavoro o partecipando a minigiochi creati dagli utenti stessi).

Con entrambe le monete si potevano acquistare furni con cui decorare la propria camera d’hotel, ma era coi crediti che saliva il vero divertimento.

Potevano essere scambiati da un giocatore all’altro, creando un giro di lavori in-game per rendere il proprio club più importante e forte degli altri – ma a questo ci arriviamo dopo.

Si potevano scambiare per entrare nell’HABBO CLUB e, introdotto successivamente, nello stato di VIP, abbonamenti da rinnovare mensilmente grazie al quale si aveva accesso a vestiti e furni esclusivi.E già qui, il capitalismo sale forte in noi, così come le truffe.

Personaggio

Iscrivendoti, subito ti si apre una schermata entro cui vedere i tuoi personaggi creati, i traguardi raggiunti, gli amici, i club a cui sei iscritto… e poi c’è il tasto entra nell’hotel.

Cliccandolo, vieni catapultato in una stanza vuota dotata (negli aggiornamenti successivi), di un robot-guida per spiegarti come funziona Habbo.

Per prima cosa, personalizzi il tuo omino-pixel: colore della pelle, capelli, vestiti… e, a meno che non ti iscrivi agli abbonamenti sopra detti, ti accorgerai subito che siete tutti uguali, perché di opzioni carine ce ne sono due.

Poi compare la mano, successivamente sostituita da un inventario basic (abbiamo tutti pianto la mano, c’era un traguardo apposito per chi s’era iscritto quando ancora era presente e dei furni celebrazione), entro cui ci sono, appunto, i tuoi furni: alcuni venivano dati di base dal gioco, altri che ti devi comprare col sudore e i cash.

Come già detto, si potevano esporre i traguardi, permettendoti così di far capire agli altri attorno a te che, anche se non avevi lo stato di VIP o l’Habbo Club attivo, eri un signor studiato di Habbo e di cag4te ne avevi provate.

Importanti erano anche per entrare nei club lavoro, dove – andando avanti con l’età e capendo come non farsi ciullare il club – si eseguiva un controllo profilo, controllando, appunto, i traguardi ottenuti e la data di creazione del personaggio (sotto i 3 giorni di creazione, non venivi arruolato).

Infine, sempre collegato al mondo lavorativo, c’era il motto, qualcosa creato come “frase tipica”, che è stato sfruttato per dare più peso alla gerarchia di lavoro. In esso si trovava di che club facevi parte, il tuo grado e, per i cadetti, quante persone si arruolavano. Nel caso di Harry Potter, invece, si aveva l’età (in role-play), l’anno di appartenenza, la casata, il ruolo (studente, prefetto, professore…).

Per chi non partecipava a nulla, era semplicemente un posto dove esporre un messaggio fisso da far leggere a tutti.

Lavoro

In che senso “lavoro“? Non si doveva chattare in questa piattaforma?

Ebbene ragazzi, dovete sapere che, se non lavoravi su Habbo, eri sostanzialmente un fallito – o un riccone.

Ti aggiri per l’hotel senza sapere bene cosa fare, inizi a capire come parlare con la gente e a farti degli amici, fino al fatidico momento in cui uno ti dice: “Scusa, ora devo andare, se no a lavoro mi aprono il cul0”, alché pensi “Avrà loggato su Habbo nella pausa, ci sta”. Invece lo vedi ancora online, gli scrivi “Bro ma non dovevi lavorare?” “Eh, sì, sto lavorando”.

Confusa, lo segui (tastino comodo per teletrasportarti nella stanza in cui si trovava l’amico tuo), e lo vedi dietro una barricata assieme ad altra gente che, senza perdere tempo, ti colpisce con la stessa domanda: “Ciao! Vuoi arruolarti?”, alla quale il tuo amico prontamente risponde con “Tranquilli, è con me” invitandoti a sedere davanti a lui.

Parte la spiegazione: se ti arruoli (= ti iscrivi al club), lavori per loro, stando tutto il giorno seduto dietro la barricata ad arruolare gente e fare chiacchiere; se riesci effettivamente a convincere tot gente, e finisci tra i migliori 5 della serata, i capi ti porranno una domanda: vuoi la promozione o i crediti?

La promozione ti faceva salire i ranghi del club, passando dalla scrivania alla gestione del personale, fino a diventare quello che decide chi prende i crediti/promozione e, se davvero si fidavano di te, potevi addirittura dare i crediti affidatoti dal creatore del club (una figura mistica che compariva quella volta la sera e basta, tranne il weekend, lì lo vedevi anche due volte al giorno).

Ma non è finita qui. Entrando nel giro dei club lavoro, scegliendo le promozioni e dimostrandoti “leale”, diventavi anche un nome conosciuto e, da un lato, temuto.

Iniziavano ad arrivarti messaggi che ti offrivano crediti e ranghi più alti per passare al club nemico, venivi scambiato verso i club primavere (sostanzialmente, dove si mandava la gente nuova per imparare la vita dei club e che veniva successivamente trasferita verso il principale), come insegnante / parte dei capi… e guadagnavi il diritto a muovere i furni nella stanza dei club. 

Perché, ovviamente, c’erano le guerre tra club. Ma ancora, come si fa a far battaglia in una piattaforma social? Con lo spam.

C’erano anche sessioni di allenamento spam nei momenti di stallo nell’arruolare. La battaglia andava sostanzialmente così: in 2/3 giorni (per evitare di far salire troppi sospetti), si entrava nella stanza da attaccare e la si salvava come preferita; il giorno fatidico, al 3-2-1 del comandante, ci si teleportava tutti in stanza, spammando lunghe file di  //// come se non ci fosse un domani.

Il motivo? Rovinare la reputazione e l’arruolamento di persone nel club avversario. La vittoria la si otteneva se c’era stata una perdita da parte dell’avversario o, ancora meglio, se si faceva crashare la stanza.

Come contrastare questa valanga di persone che continuano inesorabilmente ad entrare? Nei primi tempi, solo chi possedeva i diritti della stanza poteva far qualcosa, cacciando (e, badate bene, non bannando, se no era battaglia persa in automatico); con l’aggiunta di nuovi furni sono entrati in pista i cannoni, oggetti che chiunque poteva usare e che, se colpivano l’habbo, lo cacciavano dalla stanza (anche qui, ovviamente, c’era un tutorial da fare ai cadetti per insegnargli come usarli e le stanze stesse furono organizzata in modo da poter colpire chiunque si teleportasse dentro).

Ancora una volta, però, non è finita qui. Oltre allo spam senza fine, c’era un altro modo più definitivo per uccidere il club avversario: far letteralmente sparire la base.

Come avevo detti prima, si possono avere i diritti di stanza, ed era MOLTO complicato guadagnarseli perché, chiunque li avesse, poteva uccidere il club.

E da lì parte il giro di spie che arrivano da un altro club, si guadagnano la fiducia dei proprietari e fanno bordello.Ultimo dettaglio riguarda i club speciali per i capi. Sempre per la questione “diritti e potere”, ad una certa oltre al club principale entro cui si trovavano tutti, c’era anche quello dei generali / capi (e molte volte anche quello dei superiori, che avevano meno diritti dei capi ma più dei cadetti).

Così, anche senza leggere il motto, bastava uno sguardo al distintivo per capire chi ti trovassi davanti. E a proposito di distintivo, una volta entrato nel club, eri obbligato a tenerlo su se avevi intenzione di accedere alla parte lavoro della base.

Insomma, era una vita complicata, ma divertente, in cui farsi molti amici. Essere un membro rispettato di un club ti rendeva in automatico un intoccabile, anche da parte dei tuoi nemici. Più volte mi sono ritrovata ad entrare nelle basi nemiche per un paio di chiacchiere, qualche battuta e finita lì, perché, mai va dimenticato, tutti eravamo lì per divertirci e gli esagerati / i bulli venivano segregati – e molte volte dovevano quittare il gioco.

Role-play

… che io ho vissuto nella Hogwarts di Habbo. Si parla sempre di club: il principale riguarda la scuola di Hogwarts, i secondari la casata, altri erano per professori/staff e i prefettigiocatori di Quidditchproprietari di negozi

Si aveva inoltre una valuta del tutto falsa dei soldi (galeonifalcizellini) che si potevano guadagnare, sempre in role-play, lavorando nel mondo di Harry Potter su Habbo, o venivano dati ogni “anno” passato per comprarsi il materiale scolastico (era davvero tutto fatto molto bene).

I professori studiavano da Pottermore (ora diventato Wizarding World), dove la Rowling caricava extra per spiegare le creature, magia, sistema scolastico… insomma, tutto quello che riguarda il mondo Harry Potter.

Appena registrato, veniva dato l’orario delle lezioni, differenti e con differenti argomenti in base all’anno a cui sei iscritto (a mo di università); era inoltre fornito il link al forum esterno della scuola, dove uploadare appunti dalle lezioni, inviare i compiti ai professori, vedere gli eventi in programma e in generale chiedere informazioni.

Ogni lezione, avveniva in una stanza apposita arredata per assomigliare il più possibile a quello che ti aspetti dal mondo Harry Potter (con tanto di scale a cui piace cambiare!); c’erano pure i dormitori a cui potevi accedere solo se facevi parte del club della casata giusta!

Ognuna di esse aveva poi la divisa apposita (differente se uno era iscritto o meno all’Habbo Club / VIP).

Finito l’anno, si aveva una certa media in base alla partecipazione alla classe, il livello dei compiti eseguiti… e bisognava dare l’esame finale!Se poi uno voleva addentrarsi meglio nel mondo, poteva lavorare in pub, negozi… oppure partecipare alle partite di Quidditch (traslate in partite di calcetto con le regole modificate), che vi assicuro non era per niente semplice, muniti solo di mouse e un paio di pixel!

Tutto questo, ovviamente, andava mantenuto in role-play, fingendosi un maghetto a scuola, uscendo raramente dal ruolo tramite l’utilizzo di due // se si aveva bisogno di informazioni “tecniche” riguardo al gioco/forum.


Per chi ha letto la recensione su Harry Potter: Hogwarts Mystery, sa quanto mi sia piaciuto ruolare qua sopra: era un’esperienza unica, andava oltre il simil-role-play del lavoro, un’esperienza 24/7 di ruolo, un anticipo a D&D e decisamente ciò che mi ha fatto partire il periodo fissa per il mondo Harry Potter.

Minigiochi

Un altro modo per divertirsi nell’hotel erano i minigiochi, inventati dal sito stesso in cambio di premi / traguardi, oppure da altri giocatori. Nella loro semplicità, erano divertenti e, per i più bravi e/o fortunati, anche proficui.Vediamo prima i migliori gestiti dalla Sulake

Battle Banzai, due squadre, l’obiettivo: colorare tutte le caselle del colore della propria squadra prima che lo facciano gli avversari. Freeze! , sostanzialmente palle di neve con delle caselle speciali in cui ti ghiacciavi perdendo una vita; finite le vite, si è eliminati; la squadra che resta in vita per ultima, vince.

Semplici, ma divertenti quando non si sapeva cosa fare.Ma le vere truffe, le vere prime bestemmie (oltre che da COD), arrivavano da quelli inventati dagli utenti stessi sfruttando i furni nei modi più fantasiosi. 

Frigo vedeva i partecipanti seduti in cerchio che pescavano un oggetto dal frigo, avendo delle conseguenze: carota = eliminato, bicchiere/bibita = salvo, gelato = elimini un altro giocatore; pura fortuna, divertente con gli amici. Falling, letterlamente il gioco della sedia, dove si poteva essere cacciati se muniti di auto-click (bari del c4zzo).

Bobba

La parola magica: non erano permesse parolacce o scambi di password, che venivano prontamente censurati con bobba.

I primi tempi era aggirabile semplicemente mettendo un numero in mezzo (c4zzo) o un punto, scrivere pass invece che l’intera parola non lo triggerava; ma, essendo delle vere persone a gestire la sicurezza, hanno capito che dovevano bannare più parole, rendendo un’aperta sfida riuscire a dire profanità su Habbo, scambiandosi idee su come fare (perché eravamo tutti un poco scemi).

Grazie a bobba, riuscivi a capire quando avevi mandato in esaurimento il capo a lavoro: un intero messaggio di bobba ripetuti, il ban dal parlare da qualche minuto a mezz’ora a ore a giorni! Alcuni, disperati, entravano con il personaggio secondario mentre il principale si sbloccava.

Conclusioni

Mi mancano questi tempi spensierati, i miei amici, tutti ce ne siamo andati piano piano… e a ripensarci, un po’ scende la lacrimuccia. Ora Habbo ha un GGWP pari a 0, ma, ai tempi, non saprei dargli un valore dal gran che mi piacque. Mi spiace non potervi dire “andate a provarlo”, ma se volete farvi un giro direi che è ancora on.

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Habbo.it

8

GAMEPLAY

10.0/10

COMPARTO GRAFICO E SONORO

6.0/10
Nerd Studiati

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Siamo "LadySaffo" e "Ubik", due Nerd che condividono le loro passioni tramite i vari social e vari siti.