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RAINBOW:recensione

TRAMA

La storia si concentra su sei ragazzi minorenni, Joe, Mario, Suppon, Baremoto, Heitai e Kyabetsu, si ritrovano rinchiusi per varie accuse in un riformatorio dove sopporteranno ogni tipo di violenza, vendetta, ma soprattutto la sottomissione e la dittatura di un medico ‘pedofilo’ e delle guardie altrettanto brutali.

L’intera storia gira sulle disavventure dei ragazzi che uniti da un legame particolare tra profonda amicizia e spirito di sacrificio cercheranno di rimanere vivi e chissà…di poter fuggire da quel luogo di terrore che la società chiama ‘riformatorio’.

CONSIDERAZIONI

Posso dire con certezza che il tratto e il pathos di Kakizaki in questo manga mi ha lasciato un segno.
I disegni sono di altissima qualità e anche troppo direi visto le scene cruenti e crudeli in molte tavole, ma forse va bene così, l’intera opera realizzata in stile ‘dark’ con quell’effetto ‘foschia’ sempre presente, tratteggio e retino, uno scenario sempre sul filo della sopravvivenza in ogni circostanza, una semplice passeggiata all’aperto porta il lettore a pensare sul ‘chissà cosa succede ora’.

La storia se da un lato poteva essere d’impatto sociale, dall’altro lato subiamo un’impatto abbastanza duro, perché situazioni come la pedofilia e ogni genere di violenza su dei ragazzi, penso che tocchi i cuori di ogni uomo o donna.

Il manga porta il lettore ad affezionarsi ad almeno uno di loro, perché l’obbiettivo di ogni fumetto e fumettista è proprio quello di farci attaccare al personaggio, alla storia o altro.
Da lettore non sono esente e posso ben dire che ad ogni fine lettura rimane quella voglia di sapere come vada a finire la storia o quella determinata situazione creatasi.

Per concludere Kakizaki dimostra ancora una volta di essere all’altezza della vecchia guardia e anzi butta le basi per una nuova generazione di mangaka.

CONSIGLI

Data la qualità del disegno e soprattutto della storia a dir poco toccante, mi duole ma consiglio la lettura ad un pubblico maturo, una maturità cresciuta nei seinen.

La tematica della ‘violenza’ viene descritta in maniera molto dettagliata e psicologica, situazioni dove un ragazzino potrebbe interpretare in maniera errata oltre quello che già è di suo.

Nonostante sia un fumetto, come tale la ‘nona arte’ ha tanto da insegnare e da far pensare, perché fin quando la violenza rimane sul filo del tratto di un foglio ognuno esprime la propria arte,il proprio stile o addirittura tutto se stesso, ma quando si sfocia sul dolore fisico, bè quella non è più arte

DESCRIZIONE OPERA

Casa Editrice : Shogakukan

Pubblicazione in Italia: Planet Manga (Panini Comics)

Disegni/Storia : Masasumi Kakizaki/George Abe

Categoria : Seinen

Genere : Drammatico/Psicologico/Storico

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Rainbow

7.9

SCENEGGIATURA

9.0/10

DISEGNI

7.7/10

CURA EDITORIALE

7.0/10
Gianluca Caputo

Gianluca Caputo

Nasco nell’unica colonia spartana esistente tutt’ora “Taranto“, conosciuta meglio come la città dei due mari. Proveniente da una famiglia numerosa, ho mosso i primi passi verso il fumetto già dall’infanzia grazie a mia nonna, che mi ha incamminato in quei disegni sparsi che si chiamano “fumetti“. Mi sono diplomato come disegnatore grafico pubblicitario, senza mai dimenticare la mia passione per il fumetto. Ho frequentato la scuola del fumetto con influenze professionali. Ho avviato gli studi come autodidatta e continuato grazie all’influenza dei più grandi disegnatori giapponesi. Essendo un’amante del “nero pieno”, cioè quelle marcature e spazi riempiti fortemente di nero (es. “il famossissimo diabolik“) ho preferito dirigermi nella specializzazione dell’inchiostrazione. Con continui studi, fino ad oggi, alla ricerca di uno stile che si differenziasse dagli altri, il ‘fumetto muto