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MORBIUS-IL VAMPIRO VIVENTE: recensione

Collana di fumetti, composta da 6 spillati da 32 pagine ciascuno, pubblicata da noi in Italia per la primissima volta da  Comic Art, nell’Ottobre del 1993.

Testi scritti dal grande Len Kaminski, seguito dai meravigliosi disegni di  Ron Wagner per passare alle formidabili chine di  Mike Witherby ed ai cupi ed intriganti colori di  Gregory Wright; con la spettacolare supervisione dei colossi Marvel: Bobbie Chase / Tom De Falco.

È venuto il momento di parlare un po di questo cupo ed intrigante personaggio del mondo Marvel, che avrete sicuramente presente per via delle sue famosissime e innumerevoli apparizioni nei fumetti e nella serie animata degli anni ’90 dell’Uomo Ragno, ebbene si, Morbius-il vampiro vivente  compare per la primissima volta in  Amazing Spiderman N° 101, ovvero  Uomo Ragno Classic 29 Ed. Star Comics; ma parliamo della sua storia.

La storia si svolge dopo l’incidente che trasformo il  Dr. Michael Morbius, affetto da una strana malattia del sangue, trasformandolo in un totale vampiro vivente assetato di sangue fresco.

Qui giura di trovare una cura grazie all’aiuto del suo assistente, il  Dr. Jacob e di non saziarsi più del sangue di poveri innocenti e di iniziare a nutrirsi punendo i criminali e reietti di New York City, Morbius sa che con l’aiuto del sangue di “Spidey” può creare una cura per mettere fine alla sua sofferente vita da pseudo vampiro; dopo una serie di combattimenti con l’uomo ragno, Morbius riesce ad ottenere un campione di sangue di spidey, portando quest’ultimo in una sottospecie di trans ipnotico, grazie ad i suoi poteri psionici.

Dopo aver creato una cura Michael riesce a riottenere l’aspetto fisico di un umano normale e a prendere una nuova identità, tornando a lavorare come dottore in ospedale e continuando a vigilare di notte come vampiro vivente ed a scontrarsi con svariati nemici.

Uno di essi l’Obelisco, strana creatura che prima di prendere forme draconiane era uno spietato psicopatico in cerca di povere vittime; per poi concludersi con lo scontro fra Morbius e Slaughter un ex mercenario sanguinario in grado di poter affrontare i vampiri, ma il vampiro vivente avrà la meglio.

Ma è il reparto visivo a fare la parte del leone, i disegni di Ron Wagner migliorano di tavola in tavola,e la sua chiarezza espositiva, la capacità di far recitare i personaggi, il suo sottilissimo senso dell’umorismo, sono tutte doti straordinarie che è riuscito a mettere in ogni singola vignetta, senza mai sbraitare o fare il passo più lungo della gamba.

I personaggi sono costruiti con grandissima attenzione e, in quelli principali, possiamo osservare una notevole maturazione psicologica. La complessità dell’animo umano non sfugge di certo all’autore, che crea psicologie assai complicate spesso nate da situazioni estreme.

Len Kaminski vuole esplorare i lati più nascosti e profondi della natura dell’uomo, portando il lettore a fare lo stesso, una lettura a tratti angosciante e opprimente ci attende, grazie alle meravigliose tavole ed all’intensità dei dialoghi. Le tematiche principali toccate dall’autore e disegnatore di quest’opera sono l’illusione dell’umanità per libero arbitrio (capacità di scegliere liberamente qualcosa senza che sia già scritto in una sorta di destino), il “necessario” potere della violenza nella storia, l’istinto innato di sopravvivenza e conservazione che porta l’uomo ad essere una bestia e quindi il tutto sintetizzato verso il pensiero che il male sia onnipresente nel mondo e nella storia dell’uomo.

Morbius è un’opera molto matura, incentrata su un racconto crudo e una realtà dominata da un destino soffocante.  Il volume di Kamisnki è da considerarsi un capolavoro del genere, le tavole sono spettacolarmente realistiche, il sangue maniacalmente posizionato, per essere quell’elemento di crudità che ti fa entrare nello stato psico-fisico dei personaggi. Non è un opera per coloro che si impressionano facilmente, la commistione di generi, ha permesso uno sviluppo Horror/Drammatico, che a volte metterà il lettore in uno stato di tristezza, altre spesso di ansia.

Le atmosfere da  J-horror  sono rese in maniera pregevole dall’artista che, con il suo stile sintetico arricchito da tinte piatte e china sporca riesce a catturare i toni opprimenti e claustrofobici della storia.

La trama risente di alcune “forzature”: in alcuni punti sembra quasi che la violenza non sia a servizio della trama, ma ne sia la protagonista, forzando quindi situazioni dove spingersi tanto in là forse non era necessario. Questo rende qualche passaggio un pò splatter, che rimane “fine a se stesso” e fa perdere un pò di interesse nella visione d’insieme della vicenda narrata. Nonostante qualche piccolo difetto  Morbius:Il Vampiro Vivente  è assolutamente qualcosa che va letto e gustato, per cambiare dal solito fumetto Marvel supereroistico con la solita trama, ed addentrarsi in una più “matura” lettura, in un nuovo orizzonte narrativo.

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