Crea sito

MARE FUORI: recensione

La serie italiana “Mare fuori” è disponibile su Raiplay, dopo la programmazione su Raidue, da Settembre. E’
a tutti gli effetti un prison drama che però fin da subito mette le carte in tavola: c’è molto dramma nelle
storie dei protagonisti.

Gli si deve dare atto che la serie è ben fatta e da tempo non si vedeva una storia ambientata in un carcere
minorile del sud Italia, in uno di quegli istituti che dovrebbero essere di rieducazione ma si rivelano un covo
di violenza, rivalità e angherie fra detenuti.  Un disagio sociale che non sembra per nulla mutato rispetto a 30 anni fa.

Al centro un gruppo di ragazzi e ragazze dell’Istituto di Pena Minorile dell’isola di Nisida a Napoli, situato a
picco sul mare.

Quel mare che dà il titolo alla storia e rappresenta la speranza di riscatto per i tanti giovani
che passano di qui. Quel mare, unico panorama fuori dalle finestre delle loro celle che lì lega con il mondo
fuori.

Dicevo come i dodici episodi sono intrisi di drammi, passioni e vicende familiari dei detenuti minorenni:
attraverso coinvolgenti flashback, scopriamo la realtà da dove provengono e perché sono finiti in carcere.

La storia di quasi tutti è però banale: droga, violenza domestica, autodifesa finita male, giochi tra ragazzi
finiti peggio.

Il racconto delle loro vite ha quindi uno specifico significato: non voler giustificare questi ragazzi, piuttosto
far passare il messaggio che si può finire nel baratro di un penitenziario per una casualità ma anche per
scelta.

La Napoli che ritroviamo in “Mare fuori” è una città che offre ai giovani protagonisti un bivio, non
solo prima che entrino in carcere, ma anche mentre vi scontano la pena.

Quel mare che vedono (e che grazie ad alcune attività, come si vede nelle prime immagini della serie, solcano), ricorda a tutti i protagonisti che la loro libertà ed un futuro diverso sono lì che li aspettano. A loro, il compito di decidere se raggiungerli o farsi inghiottire dall’oscurità delle scelte sbagliate.

A far da contorno alla vite nel carcere di questo gruppo di ragazzi, pochi altri personaggi adulti: a partire
dalla direttrice del carcere Paola Vinci, interpretata da Carolina Crescentini, affiancata da Carmine Recano (il comandante della polizia Massimo Valenti).

Quello che forse appesantisce il tutto è il tono delle scene e degli avvenimenti: quasi sempre cupo, grigio,
drammatico fino alla commozione (molto spesso forzata).

Quello che però risalta è che “Mare Fuori” prende spunto scontatamente da “Gomorra”(soprattutto nei nei
flashback di alcuni dei protagonisti) e da Skam nel modo per raccontare una storia di formazione tutta
all’italiana, che vuole arrivare dritto al cuore di quel pubblico di giovani ormai totalmente estreaneo alla
serialità italiana (ad eccezione di SKAM appunto).

E questo non può che essere un bene, anche perché ha il preciso compito di svecchiare la Rai e la sua
affiliazione a “fiction” di stampo pressocchè procedurale.

Titolo originale Mare Fuori
DistributoreRai Play (free)
Formatoserie TV
Numero episodi12
Durata episodi50 minuti
IdeatoreCristiana Farina
(Visited 51 times, 1 visits today)

Mare Fuori

6

REGIA

6.0/10

CAST

7.0/10

DIREZIONE ARTISTICA

5.0/10

Pro

  • Svecchia la tradizionale fiction in italiana con un buon cast e una buona idea di partenza

Contro

  • La realizzazione traballa e oscilla tra dramma forzato e pietismo
Giovanni Borruto

Giovanni Borruto

Di Reggio Calabria ma romano di adozione. Trentenne o poco più. Con mille passioni ma una e una sola che occupa il 70% del mio tempo. Le serie televisive sono un'ossessione: in pochi anni sono passato da quattro-cinque serie a circa ottanta serie durante l'anno, forse...vabbè chi le conta più ormai! :-)