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L.A.’s Finest: recensione

In USA è già stata cancellata ma da noi è disponibile prima su Fox, canale Sky, e poi sul servizio streaming NOW da qualche mese. L.A.’s Finest è la nuova serie adrenalinica da non perdere per gli appassionati del genere.

La serie è spin-off al femminile di “Bad Boys”, franchise action cinematografico che vedeva una coppia di poliziotti far rispettare la legge in quel di Miami, tra sparatorie e rincorse adrenaliniche in auto.

Bene, la buddy cop series ideata da Brandon Margolis e Brandon Sonnier, già sceneggiatori di The Blacklist, ripetta tutti i canoni del genere: alto tasso adrenalinico, un atmosfera frizzante e due protagoniste estremamente bad ass.

Protagoniste di questo spin-off al femminile sono due nomi di tutto rispetto: Jessica Alba e Gabrielle Union, quest’ultima già vista nel secondo capitolo del franchise cinematografico.

L’attrice riprende il ruolo di SydneySydBurnett, ex agente della narcotici, che ha lasciato il suo passato complicato alle spalle a Miami per diventare un detective della polizia di Los Angeles.

Le viene assegnata come partner Nancy McKenna (Jessica Alba), una poliziotta mamma con un passato altrettanto complesso. Due donne diverse e complementari, come spesso capita nelle buddy stories, che impareranno a fare affidamento l’una sull’altra. Sono entrambe indurite dalla vita ma lo mascherano bene e ci vorranno più casi da affrontare insieme per imparare a fidarsi davvero l’una dell’altra.

Syd è la dura che non lascia spazio ad altro che al lavoro, mentre Nancy cerca di tenere in piedi anche la propria vita privata, trovandosi il tempo e lo spazio per un matrimonio e una figlia adolescente (non sua, interpretata da Sophie Reynolds) da crescere.

Diverse, ma ugualmente forti, le due poliziotte insieme si completano, mettendo a frutto la cazzutaggine di Syd e la determinazione più perfettina di Nancy, che ovviamente non è priva di ombre.

Si fanno presto la fama di “migliori detective di L.A.” (da qui il titolo) e, a rimarcare la loro bravura, hanno una coppia di colleghi agenti uomini che fanno ciclicamente sfigurare “i Ben” (perché si chiamano entrambi così, interpretati dall’ex Scream Duane Martin e dall’ex Matt Saracen Zach Gilford, qui in un ruolo inedito). C

ompletano il cast “familiare” un ritrovato Ryan McPartlin (Chuck) nei panni del marito di McKenna, che lavora nel campo legale, e Ernie Hudson in quelli del padre estraniato di Burnett.

Proprio la figliastra adolescente di McKenna (Sophie Reynolds) fa una battuta nel pilot quasi meta-televisiva sul ruolo della donna in una società patriarcale.

Fin qui la trama di questo procedurale esagerato, che non fa mistero e non si vergogna di alzare il tiro e mostrare sequenze d’azione ad alto tasso adrenalinico. Le battute, le mosse delle due protagoniste, i casi da risolvere, il sole rovente di Los Angeles e le vite private delle due protagoniste fanno di questa serie un quadri perfetto per chi vuole azione pura e intrattenimento.

La Alba e la Union offrono da subito una grande chimica tentando di replicare quella vista al cinema fra Will Smith e Martin Lawrence. I casi mostrati e sviluppati riguardano traffico di droga e prostituzione, omicidi e rapimenti, tutti espedienti classicissimi.

Tra una scazzottata, una risata e un inseguimento, la serie ha un compito preciso che porta a termine: quello di fornire un intrattenimento e uno svago in tv più classico possibile . Niente di nuovo, tutto fatto bene, ma niente di più. Tutto nella media.

Distributore Now (abbonamento)
Formato serie TV
Genere azione, poliziesco, commedia, drammatico
Numero episodi 13
Durata episodi 60 minuti
Ideatore Brandon Margolis e Brandon Sonnier

 

 

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L.A.'s Finest

6

REGIA

6.0/10

CAST

7.0/10

DIREZIONE ARTISTICA

5.0/10

Pro

  • Coppia affiatata, buon intrattenimento e giusto ritmo

Contro

  • Non è niente di più del solito e classico procedurale
Giovanni Borruto

Giovanni Borruto

Di Reggio Calabria ma romano di adozione. Trentenne o poco più. Con mille passioni ma una e una sola che occupa il 70% del mio tempo. Le serie televisive sono un'ossessione: in pochi anni sono passato da quattro-cinque serie a circa ottanta serie durante l'anno, forse...vabbè chi le conta più ormai! :-)