Crea sito

Intervista al fumettista STEFANO BIGLIA

 

Buongiorno Stefano, è un onore averla qui su Speedforcenerd.it

Salve a tutti e grazie per l’invito

Quando ha iniziato a interessarsi seriamente di fumetti e ha capito che era la sua vocazione?

Dopo il avere frequentato il secondo anno della “Scuola Chiavarese del Fumetto” di Enrico Bertozzi,
mi venne proposto di entrare a far parte dello “Studio la Cittadella” di Renzo Calegari. Avevo 20 anni.

Nonostante la mia “giovane età”, sono un appassionato del lavoro del maestro Calegari e circa un anno fa ho visitato la  mostra delle sue opere a Bogliasco rimanendone ulteriormente affascinato; lei si è formato con Renzo Calegari, uno dei massimi esponenti del western a fumetti. Cosa può raccontarci del suo lavoro con lui?

Seguivo i lavori di Renzo molto tempo prima di conoscerlo, quelli che uscivano su “IL
GIORNALINO” delle Edizioni Paoline. Renzo mi ha trasmesso l’amore per il racconto, per un certo tipo
di pittura e illustrazione, di cinema e di pubblicazioni a fumetti. Tutto il lavoro girava intorno a certi punti
fermi. Il cinema di John Ford, i grandi illustratori americani degli anni 50/60, Milton Caniff e Alex Toth.
Per lo più disegnavo a matita seguendo i suoi storyboards.

Come “funziona” il lavoro tra sceneggiatore e disegnatore?

Non è quasi mai un rapporto stretto, ho avuto la fortuna di lavorare con grandi sceneggiatori,
che mi hanno fornito sceneggiature molto buone e chiare nelle descrizioni, talvolta con diverso
materiale di documentazione.

Ha una ritualità nel disegnare? La creatività per lei in tre aggettivi

Si, la ritualità per è fondamentale per prendere la concentrazione. Esco da casa presto al mattino
facendo finta di andare in ufficio.Caffè da qualche parte e rientro in studio e mi metto al tavolo da lavoro.
La creatività per me è curiosa, elastica, disciplinata.

Tecnologie digitali nel disegno contro tecniche tradizionali: che ne pensa?

Uso entrambe, divertendomi con entrambe. Il digitale per disegnare fumetti lo trovo un supporto
fantastico, ha reso il lavoro più agile in fase di revisioni, senza levare il piacere del disegnare.
La tecnica su carta la preferisco quando mi viene richiesto un pezzo unico, un dipinto o un’illustrazione.
Fortunatamente una tecnica non ha soppiantato l’altra per cui posso decidere quando utilizzarle.

Qualcuno ha scritto che il fumetto è un divertimento per eterni adolescenti. E’ d’accordo?

Assolutamente no, come non sono d’accordo su questa antipatica distinzione tra Graphic Novel
e Fumetto Popolare. Io li chiamo fumetti, alcuni trattano tematiche più profonde ed altri più leggere, cosi
come in letteratura.

Il western all’italiana è stata mai una fonte di ispirazione per le sue tavole? 

Non particolarmente, anche se l’ho guardato e apprezzato in alcuni suoi autori, primi tra tutti Sergio
Leone. Il West per me deve essere visivamente epico, nei suoi panorami e nei suoi personaggi.

Come funziona per lei il processo creativo? E’ istintivo o meticoloso?

Entrambi. In fase di storyboard sono molto istintivo ma attento al racconto così come ne disegno a
matita. Divento meticoloso in fase di ripasso, perchè mi piace una certa attenzione ai particolari.

Siamo arrivati alla fine dell’intervista, la ringraziamo nuovamente per la sua disponibilità e spero di riaverla nuovamente qui su Speedforcenerd.it

Un saluto a tutti i lettori di Speedforcenerd.it

(Visited 38 times, 1 visits today)
Pasquale Rasoli

Pasquale Rasoli

Nato a Cosenza il 20 Giugno dell’85 e residente a Genova da 26 anni. Con i fumetti ho imparato a leggere. Tutto è cominciato da lì. Sfogliando i vecchi fumetti della collana Oscar Mondadori, dedicati a personaggi dei fumetti degli anni ’50 e ho cominciato ad appassionarmi sin da subito allo stile del compianto Mort Walker. Crescendo, la passione per i fumetti mi ha spinto a conoscere sempre piu’ generi. Avrò avuto circa dieci anni, quando ho sfogliato il mio primo fumetto su Plastic Man della DC Comics, Tex della Sergio Bonelli Editore e il manga Go Ga Sha-Le Storie di Go Nagai. Generi e stili completamente diversi che mi hanno appassionato nel corso degli anni, e che continuano ad appassionarmi. La passione, sopratutto per il genere supereroistico americano della DC Comics e per i manga, mi hanno portato a trasmettere le mie conoscenze tramite riviste, introduzioni di fumetti, social network e le varie piattaforme web.