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INNOCENT: recensione

TRAMA

Il nostro protagonista è Charles-Henri Sanson, quarto capofamiglia del casato,un adolescente con un destino a dir poco ‘terribile’, ‘predestinato’ anche contro la sua volontà a dover svolgere uno dei lavori più macabri degli ultimi decenni, il boia di Parigi.
Charles-Henri Sanson si presenta come (strano a dirsi) un ragazzo sensibile, dolce, gentile, ma soprattutto inorridito dalla violenza e cercherà di lottare contro coloro che vogliono farlo diventare ciò che non è.

CONSIDERAZIONI

Il tratto di Sakamoto ci farà immergere in paesaggi fantastici e un’esperienza unica nel modo di vedere la tanto amata Francia di quei tempi, i tratti dolci e anatomici dei personaggi delineeranno la dolcezza delle loro azioni nonostante una società in subbuglio, una introspezione della psicologia ci farà amare ogni personaggio anche nei momenti più drammatici, Sakamoto riuscirà ad esprimere l’atto presente con un’energia unica nel suo genere, le lotte di potere e quelle psicologiche ci porteranno ad un livello di lettura diverso dall’ordinario.
I costumi sontuosi con la cura in ogni dettaglio assieme ai paesaggi e strutture ci faranno navigare interamente nell’antica Francia dove ogni dettaglio è fondamentale e dove ogni tavola ed ogni vignetta ci farà vivere l’antica Parigi quando era agli albori della società, quando tutto era sotto il dominio della ‘violence’, quando la giustizia era nelle uniche mani del …. boia.

CONSIGLI

Si tratta di un ‘Seinen‘ realizzato con maestria nei tratti anatomici e nelle ambientazioni, consigliato ai soli adulti per via della violenza gratuita che ci pone questo titolo, la storia presenta un gran lavoro psicologico, un titolo che si distingue dalla massa per la sua cura nei dettagli, per chi vuole staccare la spina dai soliti manga.

DESCRIZIONE OPERA

Casa Editrice : Shueisha

Pubblicazione in Italia: J-Pop Manga

Disegni/Storia : Shin’ichi Sakamoto

Categoria : Seinen

Genere : Drammatico/Psicologico/Storico

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Innocent

8.5

SCENEGGIATURA

8.6/10

DISEGNI

8.2/10

CURA EDITORIALE

8.6/10
Gianluca Caputo

Gianluca Caputo

Nasco nell’unica colonia spartana esistente tutt’ora “Taranto“, conosciuta meglio come la città dei due mari. Proveniente da una famiglia numerosa, ho mosso i primi passi verso il fumetto già dall’infanzia grazie a mia nonna, che mi ha incamminato in quei disegni sparsi che si chiamano “fumetti“. Mi sono diplomato come disegnatore grafico pubblicitario, senza mai dimenticare la mia passione per il fumetto. Ho frequentato la scuola del fumetto con influenze professionali. Ho avviato gli studi come autodidatta e continuato grazie all’influenza dei più grandi disegnatori giapponesi. Essendo un’amante del “nero pieno”, cioè quelle marcature e spazi riempiti fortemente di nero (es. “il famossissimo diabolik“) ho preferito dirigermi nella specializzazione dell’inchiostrazione. Con continui studi, fino ad oggi, alla ricerca di uno stile che si differenziasse dagli altri, il ‘fumetto muto