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Ex-Tract: Intervista al mangaka italiano Domenico Guastafierro

Oggi, noi di Speedforcenerd.it vi proponiamo quest’intervista al noto youtuber e mangaka Domenico Guastafierro, conosciuto anche come Caverna di Platone.

Ciao Domenico, benvenuto su Speedforcenerd.it!  Complimenti per il tuo grande lavoro. Da com’è nata l’idea di Caverna di Platone: vuoi raccontarci qualche aneddoto a proposito?

Ciao Pasquale, grazie per avermi ospitato sul vostro sito, e dei complimenti.

L’idea di CDP, o meglio, del canale YouTube che poi ha dato vita a tante altre diramazioni è nata sostanzialmente dal fatto che… parlavo troppo! Ho sempre amato i fumetti, ed essendo un chiacchierone riempivo le giornate ai miei cugini parlandogli di tutte le storie che mi colpivano.

Che a loro piacesse o no, dovevano sopportarmi. Finché uno di loro mi propose di aprire un canale sul tubo (così da non dovermi sorbire), e iniziò a riprendermi mentre davo le mie opinioni sui fumetti.

Quale nickname usare era scontato: ho sempre amato la filosofia platonica, quindi doveva essere qualcosa inerente a lui. Il mio della caverna è intorno a noi ogni giorno, ed è pietra fondante di tanti prodotti della cultura pop e dell’intrattenimento in generale. Basti pensare a Matrix, Il mago di Oz, ai racconti di Lovecraft.

C’è sempre un muro su cui viene proiettata un’ombra che distorce la realtà, e c’è sempre qualcuno disposto a credere che le ombre siano verità. Come i nickname o gli avatar proiettati sullo schermo del pc. Per tentare di spezzare questo circolo ho deciso di metterci la faccia.

Ex-Tract è un manga che sta avendo molto successo, sia per il numero dei lettori che per le critiche estremamente positive. Pensi di estendere il manga anche a livello internazionale?

Ammetto che Ex-Tract è stata una rivelazione. Sapevo che avrebbe venduto discretamente, ma è andato oltre le mie prospettive, e a quanto pare piace molto ai lettori. Non posso che esserne felicissimo.

Per ora credo che Ex-Tract sia un buon banco di prova, e come tale non lo considero pronto a fare un salto tale da poter essere pubblicato in altri paesi.

Di cosa tratta Ex-Tract? E di che genere di manga si tratta?

È un manga fantasy, che tratta di fantascienza. Un battle shonen, dove si combatte pochissimo. Insomma, è più di quello che appare in superficie.

Ho sempre desiderato raccontare la storia di qualcuno che, come me, amava i fumetti e li usava addirittura per combattere – in Ex-Tract viene utilizzato un dispositivo che permette ai guerrieri di assorbire le tecniche e le conoscenze dei testi che usano – Ma è anche vero che Ex-Tract è una storia in cui ho raccontato tutto quello che amavo, tra omaggi e citazioni ad altri manga, con trucchetti metanarrativi più o meno sofisticati, e parole nascoste tra i disegni.

La scelta del mercato online ti potrebbe limitare oppure la scelta del mercato della tua opera è estesa anche presso fumetterie e librerie?

Ex-Tract è un manga cartaceo, pubblicato da Shockdom e disponibile in tutti i punti vendita.

Quali sono state le difficoltà nel cimentarsi in un manga, piuttosto che in un lavoro di un fumetto occidentale?

Ammetto che seguire le regole del fumetto giapponese non è stato semplice (come il megurikoma e hikigoma, ultima e prima vignetta che servano a catturare l’attenzione e spingere a voltare pagina), ma era un’idea che mi frullava di realizzare nella testa da un bel po’.

Non posso dire che l’esperimento sia perfettamente riuscito, perché laddove ho assecondato le regole del fumetto giapponese, ho volutamente negato la narrativa giapponese in più passaggi (come l’allenamento dei protagonisti che ho preferito non mostrare).

Anticipo in ogni caso che il secondo volume presenterà un plot twist importante, seguendo la regola del ki-sho-ten-ketsu, cioè inizio, svolgimento, svolta, conclusione.

L’abilità  nel disegno di Alfredo Postiglione è stata determinante per la realizzazione dell’opera, quali sono le difficoltà che avete dovuto affrontare tra sceneggiatore e disegnatore?

In verità lo stile di Alfredo era quanto di più lontano avessi immaginato per Ex-Tract, ma è anche questo il bello del fumetto: non viene mai come l’hai pensato! Sembra una creatura viva che si trasforma via, via che uno scrive e disegna.

Non abbiamo avuto grandi difficoltà, in realtà io e Alfredo ci capiamo bene, quindi dove poteva leggere tra le righe della mia sceneggiatura l’ha fatto e ha aggiunto splendide vignette.

Quali sono i tuoi mangaka preferiti e le fonti d’ispirazione da cui hai maggiormente attinto per creare il Ex-Tract?

Sicuramente Akira Toriyama ha definito molto della mia persona, uso i suoi trucchetti narrativi per far parlare i personaggi senza dover scendere troppo nei particolari.

Anche Patrick Rothfuss, scrittore de Il nome del vento, è un’altra delle mie ispirazioni più forti nel racconto.

Alla conclusione dell’opera, pensate di cimentarvi in altri shounen manga o pensate di passare anche ad un target come seinen o gekiga?

Sto già lavorando ad altri due manga, sempre puntando al target giovanile, quindi shonen.

Quali cambiamenti di gusto da parte dei lettori italiani ci sono stati negli ultimi anni riguardanti i manga?

Non è una domanda facile a cui rispondere, ma credo che gli evidenti cambi dipendano dal fatto che lo zoccolo duro di lettori di manga è diminuito (perché sono sempre gli stessi di dieci anni fa che hanno perso fisiologicamente qualche elemento).

Crescendo d’età, sono inevitabilmente cambiati anche i gusti, e un mercato che pubblica solo storie di un certo tipo è destinato a fallire.

Per fortuna molti editori si sono accorti che qualcosa andava cambiato, e a piccoli passi sono arrivate nuove realtà – che in realtà sono vecchissime per il Giappone – per dare una ventata d’aria fresca sugli scaffali dei librai.

Nel tempo ho visto una crescita costante che è rimasta stazionaria negli hentai, che sono saliti tantissimo di prezzo nell’arco di pochi anni ma vendono sempre bene.

Ho notato una ricerca di temi più complessi, e storie più spaventose, se vogliamo metterla così, o che quantomeno avessero un intreccio più fine. Insomma, era evidente che gli shonen giapponesi sul modello JUMP avevano stancato.

Siamo arrivati alla fine dell’intervista, sei stato molto gentile e disponibile. Io ti ringrazio e spero in una prossima intervista 😊

Grazie mille per le domande, sono stato felicissimo di poter rispondere a quesiti così interessanti!

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Pasquale Rasoli

Pasquale Rasoli

Nato a Cosenza il 20 Giugno dell’85 e residente a Genova da 26 anni. Con i fumetti ho imparato a leggere. Tutto è cominciato da lì. Sfogliando i vecchi fumetti della collana Oscar Mondadori, dedicati a personaggi dei fumetti degli anni ’50 e ho cominciato ad appassionarmi sin da subito allo stile del compianto Mort Walker. Crescendo, la passione per i fumetti mi ha spinto a conoscere sempre piu’ generi. Avrò avuto circa dieci anni, quando ho sfogliato il mio primo fumetto su Plastic Man della DC Comics, Tex della Sergio Bonelli Editore e il manga Go Ga Sha-Le Storie di Go Nagai. Generi e stili completamente diversi che mi hanno appassionato nel corso degli anni, e che continuano ad appassionarmi. La passione, sopratutto per il genere supereroistico americano della DC Comics e per i manga, mi hanno portato a trasmettere le mie conoscenze tramite riviste, introduzioni di fumetti, social network e le varie piattaforme web.