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BLASPHEMOUS: recensione

Dal “Forever Man” al “Penitent One ”, passando da “Nameless One

Quando si parla di “Fantasy” spesso si associa il termine a un’immagine epica ed iconica. Eroi senza macchia, principesse da salvare, draghi etc etc. Tutto assolutamente corretto, ma anche piuttosto miope. “Fantasy” non è solo questo, ma tutta una serie di possibilità che permettono i più disparati sottogeneri. Uno dei più gettonati è sicuramente il Dark Fantasy”, variante oscura e sporca, che predilige un’atmosfera opprimente e distopica rispetto alle tradizionali iconografie. Un così grosso potenziale non è certo sfuggito all’industria dei videogames, che da almeno 20 anni “allieta” i gamer con titoli di spessore. I più recenti sono la saga dei Souls (Demon, Dark) e Bloodborne, ma tornando indietro negli anni, il materiale non manca. In particolare due titoli meritano una menzione d’onore: Il primo è Planescape: Torment Il cui protagonista (Nameless One) soffre di amnesia e muore innumerevoli volte.  Il secondo è “Chakan the Forever Man”, l’uomo che uccidendo la Morte ne ha preso posto e compiti. Il gioco che andremo a recensire risponde all’altisonante titolo di Blasphemous, e fin dal primo trailer l’atmosfera “dark fantasy” unita alla bidimensionalità prometteva grandi cose, ma si è dimostrato degno? Per scoprirlo dovremmo indossare il cilicio, fare il nostro voto ed iniziare il Pellegrinaggio come ogni buon Penitente. 

Sia benedetto il Miracolo

Benvenuti a Custodia, terra di Santi, Confraternite e del Miracolo. Tutto è regolato dalla Religione che, tramite il suo volere, è parte integrante della vita di tutti. I comuni cittadini si riuniscono in Confraternite e sua Santità, dall’alto della sua Arcicattedrale, sorveglia il suo gregge con sguardo impassibile. Ma Custodia non sarebbe tale senza il Miracolo. Esso, imperscrutabile, si manifesta come Benedizione o come Penitenza a chiunque abbia abbastanza Fede da invocarlo. La sua volontà è un mistero, ma il suo operato è tanto potente da scuotere le fondamenta della Terra stessa. A farne le spese è la Confraternita del Lamento silente, completamente decimata dalla Volontà del Miracolo. Ma non tutto è perduto. In mezzo ai cadaveri, un Penitente è sopravvissuto all’Ecatombe. Il suo Voto è il Silenzio, quindi non emetterà alcun suono, ma saranno le sue azioni a parlare. Impugnata la spada “Mea Culpa” il Penitente inizia il Pellegrinaggio. Dove lo condurrà?    

Solo il Penitente potrà passare

Dopo un inizio disturbante, dedicheremo i primi minuti di gioco a prendere confidenza con i comandi. Fin da principio, oltre al classico “salta” ed “attacca” sono disponibili anche “para” e “schiva”. La parata, se effettuata col giusto tempismo, consente un attacco aggiuntivo (parry) mentre la schivata, nonostante l’utilizzo limitato, è ottima per aggirare i nemici. Ai classici comandi base vengono affiancate le “boccette medikit” (identiche per utilizzo all’Estus) ed il Mana (qui ribattezzato Fervore) utile per utilizzare le “Magie” (qui chiamate Preghiere) che troveremo lungo il nostro cammino. Infine abbiamo i Santuari, sorta di “focolari” dove è possibile salvare il gioco e ricaricare la propria salute, al costo del respawn totale dei nemici.  L’unica arma a disposizione del Penitente sarà la spada Mea Culpa, che può essere potenziata tramite l’utilizzo oculato dei punti esperienza (da spendere negli appositi santuari). Sebbene importanti, gli upgrade della spada si limiteranno a combo base ed azioni elementari (attacco in schivata, dal basso, caricato, lancio), lasciando deluso chi si aspettava dei combattimenti più coreografici. Inoltre, per sbloccare l’albero delle abilità, è necessario trovare tutti i 6 santuari sparsi per Custodia. Di conseguenza il farming va accompagnato da una attenta esplorazione, pena la non progressione del protagonista. Oltre alla spada, Il Penitente può contare su altri quattro oggetti: I grani del rosario, i cuori di spada, le preghiere e le reliquie. I grani potenziano le abilità passive (difesa, attacco, etc) ed il loro utilizzo è limitato alla lunghezza (slot) del nostro Rosario. Tramite l’esplorazione e le quest secondarie è possibile sia ottenere nuovi grani, che nuovi slot (indicati nel gioco come Nodi). In maniera analoga funzionano i “cuori di spada”, con la differenza che lo slot a disposizione è solo uno (sull’elsa della spada) e per rimuoverlo è necessario recarsi ad un punto di salvataggio. Le preghiere sono le classiche “magie”, e tramite l’utilizzo del Fervore è possibile scatenare tutta una serie di abilità che vanno dal lancio dei fulmini all’aumento della velocità, dai laser verticali alle colonne di fuoco etc etc. Infine sono presenti le reliquie, Il cui utilizzo verrà spiegato meglio nel paragrafo relativo all’esplorazione.

Souls in 2D

Blasphemous non si limita a prendere in prestito alcune delle meccaniche viste nei “Souls”, ma si pone l’intento di traslarne il gameplay in un’ambiente bidimensionale. Pad alla mano, verremo catapultati in un Hack’n slash brutale, senza alcun tipo di drop (eccetto quelli ottenibili dall’esplorazione) in cui l’abilità del giocatore impatta più dell’upgrade del personaggio. Il Penitente non può abusare delle sue tecniche più potenti, ed il più delle volte gli scontri verranno decisi dall’utilizzo del “parry” e dalle schivate. Aspettatevi quindi dei nemici particolarmente tenaci, che dalla loro hanno due punti a favore. Il primo è quello dato dall’enorme quantità di danni che infliggono nel caso usino magie. Il secondo è quello del posizionamento tattico. Quest’ultimo risulta particolarmente infame, in quanto basta una minima sbavatura per vedersi “palleggiati” da un nemico all’altro, o per finire dentro una fossa acuminata. I game over quindi saranno frequenti e mediamente frustranti, ma senza mai sfociare nel tedio. La morte infatti non comporta una perdita dell’esperienza accumulata, ma si limita a restringere la barra del Mana. Per recuperarla sarà sufficiente recuperare la propria anima intrappolata dalla Colpa, o recarsi in precisi Santuari che fungono da confessionale. Un gameplay di questo tipo offre il suo massimo potenziale durante le Boss Fight, che risultano varie, mediamente difficili e soprattutto molto evocative. Il gioco inoltre aggiunge un interessante feature con Viridiana, sorta di vergine immacolata che, se richiesta, aiuterà il Penitente per tre boss fight. E’ tutto oro quello che luccica? No purtroppo, e Blasphemous presenta alcuni difetti. Il primo sta proprio nella aver trasferito il gameplay dei Souls in un contesto bidimensionale. Per fare ciò Il Penitente è stato appesantito nei movimenti, rendendolo lento, e soprattutto poco reattivo. In particolare, questa mancanza pesa durante le fasi platform, che risultano imprecise e frustranti. Il secondo problema riguarda il comparto grafico che esagera nell’utilizzo della Pixel Art. Alcuni dettagli infatti, si perdono in un ammasso di pixel confusionari, ed è veramente un gran peccato visto l’ottimo lavoro svolto. Infine è impossibile non notare l’estrema instabilità del gioco, che presenta diversi glitch fastidiosi (l’anima da recuperare o sparisce o staziona in posti impossibili) e saltuari riavvi del gioco. Niente di esagerato, ma abbastanza perché vengano notati.

Soulsvania

Blasphemous non è solo un “Soulslike in 2D”, ma presenta molti elementi mutuati dai metroidvania. L’implementazione è però atipica e se vogliamo, originale. I metroidvania classici infatti, legano l’avanzare della quest principale allo sblocco di nuove abilità, Blasphemous invece, la utilizza solo nelle quest secondarie e di conseguenza, può essere ignorato. Il gioco quindi è come costituito da due approcci distinti e separati. Il Primo è quello “Souls” che permette una libertà quasi totale della mappa e delle boss fight, Il secondo è quello “metroidvania” più incentrato sul backtraking e votato all’esplorazione. Ignorare il fattore metroidvania per concentrarsi sulla trama principale, porterà all’inevitabile Bad Ending, quindi per godersi appieno il gioco consiglio di non trascurarlo.  Le reliquie giocano un ruolo importante, in quanto è il loro utilizzo a sbloccare le nuove abilità. Queste ultime sono tutte di natura ambientale, e variano dalla resistenza totale al veleno alla creazione di piattaforme di sangue, fino alla resistenza alle cadute. Le quest secondarie sono molto interessanti e spaziano da quelle collezionabili, a veri e propri archi narrativi, con più di un esito. Il tutto è confezionato in un’ambientazione esplosiva, che pesca a piene mani dai dipinti di Goya e dal cristianesimo spagnolo, rimescolandolo in salsa “blasfema”. Fa un certo effetto, scorgere nei vestiti del Penitente quelli delle Confraternite di Siviglia, e non è da meno il Botafumero, trasformato per l’occasione in una sorta di “pendolo maledetto” che strazia chiunque non si inchini a pregare.  Per gli estimatori del “Dark Fantasy” quindi, sarà un vero spettacolo per gli occhi, tanto bello quanto violento e distorto. Un’ambientazione così potente, è accompagnata da una Lore di tutto rispetto, che il gioco elargisce attraverso gli oggetti dell’inventario. Vista l’influenza dei Souls, il dubbio che la trama principale sia spezzettata tramite lore è più che lecito. Tuttavia questo non avviene e la Lore si limita a svelare retroscena sui personaggi e sul regno di Custodia.  A differenza dell’ambientazione, Blasphemous non ha delle OST particolarmente interessanti, ed a parte qualche motivetto, verranno dimenticate in fretta.

COMMENTO FINALE

Blasphemous si dimostra un buon tentativo di mixare meccaniche souls e metroidvania in un contesto 2d. qualche ingenuità sul gameplay e diversi glitch non lo rendono perfetto, ma si tratta di buon titolo capace di incollarvi per tutta la durata della trama principale. L’ambientazione tanto sacra, quanto profana saprà rapirvi col suo fascino perverso e il suo grado sfida, mai eccessivamente punitivo, offre un ottimo compromesso

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Blasphemous

7

GAMEPLAY E LONGEVITÀ

7.0/10

COERENZA E CURA NEL DETTAGLIO

8.0/10

COMPARTO GRAFICO E SONORO

6.0/10

Pro

  • Ottima ambientazione
  • Buon implemento delle meccaniche souls e metroidvania
  • Difficoltà ben calibrata

Contro

  • Personaggio eccessivamente legnoso ed impreciso
  • Grafica troppo sgranata
  • Diversi Bug