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BIANCANEVE E I 7 NANI (1937): recensione

Primo film d’animazione di Walt Disney, rimasto nell’immaginario di diverse generazioni, a cominciare da chi era bambino negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale: Biancaneve e i sette nani è ancora oggi un classico e un capolavoro della storia del cinema, al di là dei limiti dell’animazione.

Un film amato ma anche odiato da Goebbels, che si dice ne fosse talmente ossessionato da essersene procurato una copia personale in un’epoca in cui non esistevano né vhs né dvd, e fu considerato per tutto il periodo di realizzazione come una follia da parte dello stesso Disney, perché non si erano mai visti lungometraggi d’animazione.

I cartoni animati, fino a Biancaneve e i sette nani, venivano usati per gli stacchetti tra film e film.

Interamente disegnato ed animato a mano, con risultati ancora stupefacenti in un’era in cui sembra che senza computer non si possa più fare niente, Biancaneve e i sette nani, si ispira ad una delle fiabe più cupe dei fratelli Grimm, che nella Germania di inizio Ottocento raccolsero storie di magia, mistero e orrore delle popolazioni rurali, un po’ come fece Italo Calvino oltre un secolo dopo in Italia.

Chiaramente ci sono modifiche nella trama, come avverrà sempre quando Disney si incontra con la letteratura alta e bassa: ma lo spavento e l’incanto rimangono sempre, e non è un caso che alcuni citino il Biancaneve e i sette nani disneyano come un esempio di cinema horror.

I punti di forza di questo primo lungometraggio, sono la cura degli ambienti e dei disegni in particolare degli animaletti del bosco, ma soprattutto i Nani e la regina Grimilde.

I sette nani, emblema di vizi e di virtù del genere umano e soprattutto di quello maschile, sono esilaranti e saggi, capaci di emozionare e di divertire, e sono loro i veri protagonisti del film, oltre che vere e proprie icone ormai dell’immaginario ancora oggi.

Grimilde, il cui personaggio era ispirato a Uta von Ballenstedt, oscura nobildonna medievale teutonica ancora oggi immortalata nel duomo di Naumburg, e ancora di più ad Erzsebeth Bathory, la contessa ungherese che sacrificava giovani fanciulle in nome dell’eterna giovinezza, spaventa ed affascina fin dalla sua prima comparsa, ed è capace di terrorizzare ancora oggi nella scena epica e terrificante della metamorfosi in strega orrenda, votata come una delle più spaventose della storia del cinema, insieme al brano de La notte sul monte Calvo di Fantasia sempre di Disney.

Certo, ci sono alcuni pezzi che sentono degli anni passati, in particolare quelli cantati dalla stessa Biancaneve, ma Biancaneve e i sette nani è e resta un must nella videoteca di ogni appassionato di cinema, di animazione, e anche di folklore e immaginario.

Per incantarsi, spaventarsi e divertirsi, a qualsiasi età, Biancaneve e i sette nani è e resta un appuntamento irrinunciabile, disponibile tra l’altro in dvd con extra e altri contenuti piuttosto interessanti e intriganti.

Titolo originaleSnow White and the Seven Dwarfs
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d’America
Anno1937
Durata83 min
Casa di produzione
Walt Disney Productions
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Biancaneve e i 7 nani

9.5

COMPARTO TECNICO

10.0/10

SCRITTURA

9.0/10

DIREZIONE ARTISTICA

9.0/10

REGIA

10.0/10